Il tuo capo è un micromanager? Michelle Castenetto, psicologa Milano, business coaching

Il tuo capo è un micromanager?

A lavoro, si sente spesso parlare di mobbing, di capi pressanti e ossessivi, di incompetenza. Eppure esiste un fenomeno molto diffuso in grado di inquinare l'ambiente professionale, fino a generare veri e propri stadi di malessere nei dipendenti. Succede quando il capo è un micromanager.

 

Cosa significa "capo micromanager"

 

La microgestione è uno stile manageriale in cui il capo controlla piuttosto da vicino il lavoro del proprio subordinato. Incapacità di delega e mancanza di fiducia nel team sono i criteri non dichiarati del micromanager. Quello che ti senti dire è di mettere in copia il capo nelle email; di far riferimento a lui/lei per ogni minuscolo progresso lavorativo: anche quando sei responsabile di un progetto, hai la sensazione di non esserlo e sei spesso chiamato a svolgere mansioni senza che tu ne conosca lo scopo.

In poco tempo mostri un calo della motivazione, non ti senti apprezzato, la tua creatività si spegne progressivamente e hai la sensazione di non poter fare un passo in libertà.

 

Come riconoscere un capo micromanager

 

Per fare un identikit di un micromanager, puoi valutare questi aspetti:

➖il capo sembra sempre insoddisfatto;
➖il capo vive di frustrazioni perché sente necessaria la sua costante partecipazione, con la convinzione che altrimenti il lavoro non proceda come dovrebbe;
➖il capo ha bisogno di avere il controllo di tutti i progetti e conoscerli nel dettaglio (cosa, per altro, impossibile);
➖il capo si sente il più competente su tutto, accentrando su di sé il lavoro e circondandosi di dipendenti che appaiono come suoi prolungamenti

😱 Se rintracci queste caratteristiche allora sì, ecco che abbiamo un micro manager!

 

Capo micromanager, quali conseguenza per lo staff? 

 

Se a guidare il team è un micromanager allora il lavoro e il benessere sono in pericolo. Difficilmente riuscirai a contrastarlo, a prescindere dalle tue competenze professionali e dalle tue soft skills. Un micromanager cerca condiscendenza e abnegazione: qualsiasi spirito di iniziativa lo farà sentire minacciato.

Tra le conseguenze più comuni della microgestione ci sono:

1️⃣ Calo della motivazione e della creatività;
2️⃣ Poca (o nessuna) valorizzazione;
3️⃣ Impossibilità di crescita;
4️⃣ Malessere, fino a stress e ansia importanti.

🔴 I rischi sono tanto per l’azienda, quanto per i dipendenti: con uno staff scontento e un capo stanco, che vuole ma non riesce (e probabilmente non può) a seguire tutto, gli obiettivi si fanno più distanti e difficili per tutti.

 

Come gestire un capo micromanager

 

Sembrerà un contro senso, ma l'unica strada da tentare è  quella del dialogo. Obbedendo non si fa altro che stare al gioco, amplificando e accelerando le dinamiche negative che nascono dalla microgestione. Ribellandosi si ottiene solo lo scontro nudo e crudo. Meglio valutare un'apertura schietta ma pacata.

Esplicita i non-detti e chiedi spiegazioni dei comportamenti. Ad esempio, se sei responsabile del progetto, perché non conduci tu la riunione? Se ti vengono impartite mansioni di cui non conosci lo scopo, o la strategia che le rende necessarie, chiedi spiegazioni. Fai trapelare quanto per te sia importante essere un attore consapevole e non un mero esecutore.

In ogni caso, manifesta il tuo malcontento e se necessario contempla la possibilità di cambiare lavoro (anche richiedendo una mobilità interna). Ricordati che un sano ambiente di lavoro ha più valore della mera retribuzione, non lasciarti incastrare.

Michelle Castenetto
michelle.castenetto@gmail.com
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